I miei primi 50 anni , considerazioni serie e cazzate varie viste e rivisitate da un romagnolo che ama la nostra stupenda Cattolica !!!
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giovedì 3 settembre 2009
venerdì 1 maggio 2009
La quantità mi fa male lo so..
Sono alcuni giorni nonostante il buon lavoro e il buon numero di clienti presenti in hotel , che mi prendo un po’ di tempo verso la sera tardi per dare una occhiata ai feed che seguo e ai post degli amici.
Sto cercando di capire dove stiamo andando.
Preso atto dell’inefficacia delle istituzioni, non perché ne parliamo spesso all’interno del blog di Luciano Ardoino, anzi al contrario partecipo a questo blog perché già da prima notavo la totale impreparazione e menefreghismo degli addetti.
Io non sono altro che un piccolo albergatore, mi piace il mio lavoro ma mi sento impotente di fronte alla moltitudine di attori che vivono con il turismo non per il turismo.
Gli attori indiretti non quelli che lavorano sul campo, quelli che dal campo raccolgono frutti per loro stessi senza neanche concimare il terreno, tanto ci pensiamo noi.
Ecco che qui entra a far parte la questione dibattuta spesso in questi ultimi giorni, la veridicità delle statistiche e l’importanza della quantità.
Preso atto anche per esperienza personale dell’inutilità delle statistiche fatte in questo modo senza approfondire con uno studio il perché delle variazioni alla luce di variabili importanti, a volte anche un segno meno può essere positivo.
Mettiamo il caso che una determinata zona ha lavorato sulla qualità dei servizi e di conseguenza con l’innalzamento dei prezzi sarà probabile che vi sarà un segno meno nel numero delle presenze e questo potrebbe essere positivo.
Mi è rimasto impresso un intervento di un esperto straniero al convegno del BTO di Firenze di novembre ( credo ) presentatomi da Roberta Milano, in cui spiegava : meglio lavorare con l’80% di persone a 120 che con il 100% di presenze a 90.
È finito il periodo di una massa unica, bisogna puntare su più piccole e differenziate masse, rendere il turista partecipe ed interessato, dobbiamo preparargli il terreno per scoprire cose nuove uniche.
Mi è piaciuto l’esempio di un esperto turistico spagnolo ed uno delle Canarie che paragonavano il turismo ad un iceberg, quello che il cliente vede è la parte emergente, quella conosciuta ( per esempio il turismo balneare) bisogna dare la possibilità e creare eventi per fare conoscere la parte sottostante al livello visibile dell’iceberg, è li che è nascosta la diversità, la novità ,itinerari, passioni, tutto quello che può fare innamorare il turista, che a questo punto diventa attore , si sente protagonista.
Ecco quello che devono fare i cosiddetti esperti, creare e\o fare conoscere questo mondo nascosto, con tutti i mezzi possibili, solitamente a noi italiani la fantasia e l’inventiva non ci manca, ci mancano persone motivate.
Comincio a capire il perché la Spagna e la Francia ci abbiano superato hanno destination managers che i nostri non gli puliscono neanche le scarpe, giovani interessati, passionali, motivati.
Mi autocito con una frase che mi è uscita bene e che sento molto: "Fondamentale è preparare un prodotto appetibile, visitabile, fruibile, attraente e innanzitutto sincero."
Occorre una ristrutturazione totale del turismosistema non più un turismo di massa ma una massa di turismi dove gli attori sono i clienti stessi e tutto l’indotto che attornia la punta dell’iceberg.
Sarebbe contenta anche la Rossa potrebbe dire abbiamo avuto un 10% in meno di presenze ma un introito superiore del 20%.
Se poi oltre alla qualità e le innovazioni riusciamo ad aumentare anche il numero di presenze, ecco che l’aumento dei ricavi può essere di un più 30/40%.
Plinio
Sto cercando di capire dove stiamo andando.
Preso atto dell’inefficacia delle istituzioni, non perché ne parliamo spesso all’interno del blog di Luciano Ardoino, anzi al contrario partecipo a questo blog perché già da prima notavo la totale impreparazione e menefreghismo degli addetti.
Io non sono altro che un piccolo albergatore, mi piace il mio lavoro ma mi sento impotente di fronte alla moltitudine di attori che vivono con il turismo non per il turismo.
Gli attori indiretti non quelli che lavorano sul campo, quelli che dal campo raccolgono frutti per loro stessi senza neanche concimare il terreno, tanto ci pensiamo noi.
Ecco che qui entra a far parte la questione dibattuta spesso in questi ultimi giorni, la veridicità delle statistiche e l’importanza della quantità.
Preso atto anche per esperienza personale dell’inutilità delle statistiche fatte in questo modo senza approfondire con uno studio il perché delle variazioni alla luce di variabili importanti, a volte anche un segno meno può essere positivo.
Mettiamo il caso che una determinata zona ha lavorato sulla qualità dei servizi e di conseguenza con l’innalzamento dei prezzi sarà probabile che vi sarà un segno meno nel numero delle presenze e questo potrebbe essere positivo.
Mi è rimasto impresso un intervento di un esperto straniero al convegno del BTO di Firenze di novembre ( credo ) presentatomi da Roberta Milano, in cui spiegava : meglio lavorare con l’80% di persone a 120 che con il 100% di presenze a 90.
È finito il periodo di una massa unica, bisogna puntare su più piccole e differenziate masse, rendere il turista partecipe ed interessato, dobbiamo preparargli il terreno per scoprire cose nuove uniche.
Mi è piaciuto l’esempio di un esperto turistico spagnolo ed uno delle Canarie che paragonavano il turismo ad un iceberg, quello che il cliente vede è la parte emergente, quella conosciuta ( per esempio il turismo balneare) bisogna dare la possibilità e creare eventi per fare conoscere la parte sottostante al livello visibile dell’iceberg, è li che è nascosta la diversità, la novità ,itinerari, passioni, tutto quello che può fare innamorare il turista, che a questo punto diventa attore , si sente protagonista.
Ecco quello che devono fare i cosiddetti esperti, creare e\o fare conoscere questo mondo nascosto, con tutti i mezzi possibili, solitamente a noi italiani la fantasia e l’inventiva non ci manca, ci mancano persone motivate.
Comincio a capire il perché la Spagna e la Francia ci abbiano superato hanno destination managers che i nostri non gli puliscono neanche le scarpe, giovani interessati, passionali, motivati.
Mi autocito con una frase che mi è uscita bene e che sento molto: "Fondamentale è preparare un prodotto appetibile, visitabile, fruibile, attraente e innanzitutto sincero."
Occorre una ristrutturazione totale del turismosistema non più un turismo di massa ma una massa di turismi dove gli attori sono i clienti stessi e tutto l’indotto che attornia la punta dell’iceberg.
Sarebbe contenta anche la Rossa potrebbe dire abbiamo avuto un 10% in meno di presenze ma un introito superiore del 20%.
Se poi oltre alla qualità e le innovazioni riusciamo ad aumentare anche il numero di presenze, ecco che l’aumento dei ricavi può essere di un più 30/40%.
Plinio
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mercoledì 18 febbraio 2009
Pasi si è fermato a Rimini ( forse a Riccione il 02.12.08)
Parafrasando Levi, mi accingo a fare delle considerazioni sul Turismo,
Innanzitutto presento la foto che è in testa al post chiederete cosa c’entra con Pasi,( con Pasi intendo la conduzione del Turismo in ER).
Quella è mia mamma, anzi era, purtroppo è venuta a mancare nel 1992, non aveva ancora compiuto 60 anni, è una foto che le ha voluto fare un cliente della nostra pensione nel 1986.
E’ per merito di quelle persone che adesso voi dirigenti potete vantare di fronte agli interlocutori, le vostre grandi capacità e competenze.Pensi, quella piccola donna è riuscita a dare da mangiare ai suoi clienti anche il giorno dell’alluvione dell’Agosto 1976, una donna alta poco più di un metro e cinquanta con l’acqua che le arrivava alla pancia.Lavorando sino a 18/20 ore al giorno sempre con il sorriso sulle labbra, dopo quasi 50 anni alcuni di quei clienti sono ancora nostri ospiti.Il mio sfogo nasce dal fatto della poca considerazione che si ha degli operatori che con enormi sacrifici e senza alcun aiuto vanno avanti di fronte a mille difficoltà. Capisco delle difficoltà economiche del momento contingente, ma anche negli anni precedenti cosa è stato fatto? Perché l’affermazione del titolo del post “si è fermato a Rimini ( forse a Riccione)?. Il 2 dicembre a Riccione il signor Pasi c’era, fino lì è arrivato comunque la Romagna finisce a Cattolica se non lo sa e ho anche sentito il suo intervento, un resoconto dell’operato degli ultimi anni del suo assessorato, nelle sue parole nessun sussulto d’orgoglio una sequela di numeri ma di fatti pochi, mi chiedo mi dica 3 cose che ha fatto per noi operatori turistici negli ultimi anni? Queste parole forse sono troppo forti, forse era meglio che non dicevo niente ho tutto da perdere, ma dentro di me vedendo quella foto di mia mamma mi sento in dovere di parlare. La passione e l’orgoglio non è più cosa dei nostri giorni, ci siamo tutti assopiti, chi ha preso la sua sedia la tiene stretta aspettando una più comoda poltrona sperando nello scranno. Così và il mondo specialmente nelle varie amministrazioni in tutte non solo in quelle dell’ER. Noi operatori sul campo con grandi difficoltà portiamo avanti un lavoro che è diventato sempre più difficile, gli interlocutori sempre più distanti, regole che cambiano durante il gioco, non si chiedono incentivi si chiede solo di poter lavorare; lavorare senza una burocrazia che uccide.Non ne faccio una questione politica, il colore non conta, pensi che quella donna della foto ha dovuto smettere di andare a scuola in 3 elementare, ed era molto intelligente, non è nata in tempo per potersi permettere di studiare e di prendersi magari una laurea,magari con il 30 politico; no lei doveva accudire alle pecore e i fratelli in guerra o nei partigiani della brigata Garibaldi,che probabilmente Lei conosce bene, a combattere per l’Italia ed anche per il Suo partito.
Passione e commozione ho sentito dentro di me, benché io sia Cattolico praticante, nel seguire il funerale del fratello dietro le bandiere rosse e cantando o “bella ciao”, quelli erano uomini,combattere sul campo,PER qualcosa non CONTRO, loro si hanno fatto l’Italia.Hanno combattuto PER passione politica CONTRO gli oppositori ( nazisti,fascisti ecc) . Almeno lui è morto comunista, quelli di oggi non sanno neanche cosa moriranno . 60 anni dopo nel nostro Paese c’è gente che segue quei metodi governare non PER TUTTI ma CONTRO chi non la pensa come te, dopo non lamentatevi che beccate le batoste. Lasciate spazio ai giovani, toglietevi di mezzo.
Ho deciso di scrivere queste parole quando ho notato l’indifferenza sua, quasi una rassegnazione, una specie di epitaffio, nel suo intervento di Riccione alla pari di quello di MVB anche lei scarica e demotivata. Poi ultimamente mi sono rivolto ad alcuni operatori della regione per alcune chiarificazioni ,mezze parole uno scarica il compito all’altro,aspetti una risposta poi il nulla.Come immaginavo.Ho capito che bisogna essere grandi avere almeno 600 camere per poter essere ascoltato o apparire, io arrivo a 30, a voi piacciono le COOP. Pensi che non mi hanno neanche dato il permesso di trasformare la pensione in appartamenti, troppo piccola, per fare gli appartamenti, devi almeno arrivare a 10 o 12 piani, meglio così piccolo, indifeso ma un po’ incazzato, scusi la parola. A forse siete indaffarati c’è il BIT, scusate,per questo non avete tempo di rispondere , ho aspettato alcune settimane poi mi sono deciso di scrivere.Pensi ci prendono in giro anche i napoletani (Guardi la considerazione del nostro turismo), dico i napoletani, quelli che erano sommersi dalla immondizia. Comunque un grazie a tutti quelli che sul territorio lottano contro tutto e contro tutti, lasciateci fare , lasciateci lavorare.
Due anni fa ho avuto il coraggio o l’incoscienza di ristrutturare un’attività piccola, mi hanno detto che sono stato matto, forse, certo la burocrazia e qualcuno mi ha fatto ammalare (non lei) andiamo avanti, vossignori permettendo, anche perché noi meridionali dell’ER, sappiamo che abbiamo un territorio ed una cittadina da fare invidia, la sola sicurezza è questa, merito di un signore, che per il bene della sua città , per la passione, ci ha lasciato un gioiello, costoso, ma un gioiello, lui ci ha lasciato la vita.Non è andato in cerca di facili poltrone, è morto per la sua Cattolica.
Lasciamo fare il turismo a chi capisce di turismo, ringraziamo sempre e solo quelle persone che in un certo senso sono morte per il turismo, tra queste metterei anche Loretta.
Alla domanda di una fortunata serie d’incontri su” cosa fanno oggi i filosofi?” possiamo tranquillamente da oggi rispondere o l’assessore al turismo o il futuro segretario del PD.
Innanzitutto presento la foto che è in testa al post chiederete cosa c’entra con Pasi,( con Pasi intendo la conduzione del Turismo in ER).
Quella è mia mamma, anzi era, purtroppo è venuta a mancare nel 1992, non aveva ancora compiuto 60 anni, è una foto che le ha voluto fare un cliente della nostra pensione nel 1986.
E’ per merito di quelle persone che adesso voi dirigenti potete vantare di fronte agli interlocutori, le vostre grandi capacità e competenze.Pensi, quella piccola donna è riuscita a dare da mangiare ai suoi clienti anche il giorno dell’alluvione dell’Agosto 1976, una donna alta poco più di un metro e cinquanta con l’acqua che le arrivava alla pancia.Lavorando sino a 18/20 ore al giorno sempre con il sorriso sulle labbra, dopo quasi 50 anni alcuni di quei clienti sono ancora nostri ospiti.Il mio sfogo nasce dal fatto della poca considerazione che si ha degli operatori che con enormi sacrifici e senza alcun aiuto vanno avanti di fronte a mille difficoltà. Capisco delle difficoltà economiche del momento contingente, ma anche negli anni precedenti cosa è stato fatto? Perché l’affermazione del titolo del post “si è fermato a Rimini ( forse a Riccione)?. Il 2 dicembre a Riccione il signor Pasi c’era, fino lì è arrivato comunque la Romagna finisce a Cattolica se non lo sa e ho anche sentito il suo intervento, un resoconto dell’operato degli ultimi anni del suo assessorato, nelle sue parole nessun sussulto d’orgoglio una sequela di numeri ma di fatti pochi, mi chiedo mi dica 3 cose che ha fatto per noi operatori turistici negli ultimi anni? Queste parole forse sono troppo forti, forse era meglio che non dicevo niente ho tutto da perdere, ma dentro di me vedendo quella foto di mia mamma mi sento in dovere di parlare. La passione e l’orgoglio non è più cosa dei nostri giorni, ci siamo tutti assopiti, chi ha preso la sua sedia la tiene stretta aspettando una più comoda poltrona sperando nello scranno. Così và il mondo specialmente nelle varie amministrazioni in tutte non solo in quelle dell’ER. Noi operatori sul campo con grandi difficoltà portiamo avanti un lavoro che è diventato sempre più difficile, gli interlocutori sempre più distanti, regole che cambiano durante il gioco, non si chiedono incentivi si chiede solo di poter lavorare; lavorare senza una burocrazia che uccide.Non ne faccio una questione politica, il colore non conta, pensi che quella donna della foto ha dovuto smettere di andare a scuola in 3 elementare, ed era molto intelligente, non è nata in tempo per potersi permettere di studiare e di prendersi magari una laurea,magari con il 30 politico; no lei doveva accudire alle pecore e i fratelli in guerra o nei partigiani della brigata Garibaldi,che probabilmente Lei conosce bene, a combattere per l’Italia ed anche per il Suo partito.
Passione e commozione ho sentito dentro di me, benché io sia Cattolico praticante, nel seguire il funerale del fratello dietro le bandiere rosse e cantando o “bella ciao”, quelli erano uomini,combattere sul campo,PER qualcosa non CONTRO, loro si hanno fatto l’Italia.Hanno combattuto PER passione politica CONTRO gli oppositori ( nazisti,fascisti ecc) . Almeno lui è morto comunista, quelli di oggi non sanno neanche cosa moriranno . 60 anni dopo nel nostro Paese c’è gente che segue quei metodi governare non PER TUTTI ma CONTRO chi non la pensa come te, dopo non lamentatevi che beccate le batoste. Lasciate spazio ai giovani, toglietevi di mezzo.
Ho deciso di scrivere queste parole quando ho notato l’indifferenza sua, quasi una rassegnazione, una specie di epitaffio, nel suo intervento di Riccione alla pari di quello di MVB anche lei scarica e demotivata. Poi ultimamente mi sono rivolto ad alcuni operatori della regione per alcune chiarificazioni ,mezze parole uno scarica il compito all’altro,aspetti una risposta poi il nulla.Come immaginavo.Ho capito che bisogna essere grandi avere almeno 600 camere per poter essere ascoltato o apparire, io arrivo a 30, a voi piacciono le COOP. Pensi che non mi hanno neanche dato il permesso di trasformare la pensione in appartamenti, troppo piccola, per fare gli appartamenti, devi almeno arrivare a 10 o 12 piani, meglio così piccolo, indifeso ma un po’ incazzato, scusi la parola. A forse siete indaffarati c’è il BIT, scusate,per questo non avete tempo di rispondere , ho aspettato alcune settimane poi mi sono deciso di scrivere.Pensi ci prendono in giro anche i napoletani (Guardi la considerazione del nostro turismo), dico i napoletani, quelli che erano sommersi dalla immondizia. Comunque un grazie a tutti quelli che sul territorio lottano contro tutto e contro tutti, lasciateci fare , lasciateci lavorare.
Due anni fa ho avuto il coraggio o l’incoscienza di ristrutturare un’attività piccola, mi hanno detto che sono stato matto, forse, certo la burocrazia e qualcuno mi ha fatto ammalare (non lei) andiamo avanti, vossignori permettendo, anche perché noi meridionali dell’ER, sappiamo che abbiamo un territorio ed una cittadina da fare invidia, la sola sicurezza è questa, merito di un signore, che per il bene della sua città , per la passione, ci ha lasciato un gioiello, costoso, ma un gioiello, lui ci ha lasciato la vita.Non è andato in cerca di facili poltrone, è morto per la sua Cattolica.
Lasciamo fare il turismo a chi capisce di turismo, ringraziamo sempre e solo quelle persone che in un certo senso sono morte per il turismo, tra queste metterei anche Loretta.
Alla domanda di una fortunata serie d’incontri su” cosa fanno oggi i filosofi?” possiamo tranquillamente da oggi rispondere o l’assessore al turismo o il futuro segretario del PD.
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lunedì 26 gennaio 2009
Grazie Mutombo!

11/12/1985 un pomeriggio cortissimo,umido mi sembra di ricordare anche nebbioso.
Ci trovammo al bar Milano a Cattolica nel primo pomeriggio era già scuro.Cinque amici, tutti milanisti. Quella sera era in programma a San Siro l’incontro di ritorno di coppa Uefa Milan –Waregem una squadretta belga di bassa classifica. Mi ricordo sicuramente che con me c’era Masini che guidava la macchina
Gli altri 3 non li ricordo, ma non importa. Quello che importa sono i fatti della giornata.
In macchina sull’autostrada risate, cazzate, battute nel nostro stile di prendingiro specializzati ,qualche coro, un’allegra scampagnata sportiva.
Era il Milan di Farina un Milan guidato da Nils Liedholm un mito, zona lenta e compassata, una difesa da sogno, il portiere non ricordo bene chi fosse, ma davanti a lui c’erano Tassotti,Galli, Baresi e Maldini , a centrocampo mi ricordo Wilkins, in attacco Hateley, una squadra in prospettiva ma motivazioni poche, tasso tecnico e agonistico poco, società ancora meno.
Partita triste con finale tragicomico, nell’ombra di San Siro dove difficilmente si riuscivano a vedere i giocatori ,un piccolo giocatore di colore , ancora più difficile da vedere, scocca un tiro che cambierà la storia del Milan: Mutombo ,insacca, corre impazzito per il campo, tipo Juarì , Waregem passa ai quarti, mi sembra, ma non importa. Quello che importa furono i fischi, le proteste dei tifosi Milanisti che stanchi delle mezze promesse di Farina fecero una specie di sommossa che portò alle dimissioni di Farina stesso e da li a qualche mese al cambio della dirigenza societaria con tutti i successi che ne seguirono. Stanchi e delusi non ci scambiammo alcuna parola durante il viaggio di ritorno a Cattolica .
25/01/2009 è stato un giorno che non dimenticherò. Io il mio amico Paolo e suo figlio, Elia
siamo partiti per Bologna a vedere Bologna-Milan.
Lasciamo stare il risultato lasciamo stare la classe i passaggi da 40 metri sui piedi lasciamo stare i campioni che erano in campo, lasciamo stare la panchina con Ancellotti c’erano Ronaldinho , Schevcenko ( palloni d’oro) Inzaghi ed altri.
Ma non dimentichiamo mai questo nome Kakà, non il Kakà calciatore che è sicuramente un grande ma l’uomo Kakà : è riuscito a dare più questo ragazzo per il Calcio ( con la c maiuscola) e nel cuore di chi lo ama veramente , da quando è qui in Italia, più fuori dal campo che dentro; ha ridato una dimensione umana al calcio. Gioco, spensieratezza, gioia, amicizia, gruppo, amore e fede.
Si, quel suo gesto di guardare il cielo vale più di mille prediche.
Mi fa rivivere i momenti vissuti a giocare finché non faceva buio in parrocchia o al campetto della scuola, ad imitare le giocate di un altro grande milanista Gianni Rivera.
Un esempio per i giovani e per i bambini.
Bisogna avere fiducia nel futuro, anche nei momenti di crisi più nera ci può essere un Mutombo qualsiasi che ti cambia la storia..
Grazie Mutombo , grazie Kakà.
Plinio
Ci trovammo al bar Milano a Cattolica nel primo pomeriggio era già scuro.Cinque amici, tutti milanisti. Quella sera era in programma a San Siro l’incontro di ritorno di coppa Uefa Milan –Waregem una squadretta belga di bassa classifica. Mi ricordo sicuramente che con me c’era Masini che guidava la macchina
Gli altri 3 non li ricordo, ma non importa. Quello che importa sono i fatti della giornata.
In macchina sull’autostrada risate, cazzate, battute nel nostro stile di prendingiro specializzati ,qualche coro, un’allegra scampagnata sportiva.
Era il Milan di Farina un Milan guidato da Nils Liedholm un mito, zona lenta e compassata, una difesa da sogno, il portiere non ricordo bene chi fosse, ma davanti a lui c’erano Tassotti,Galli, Baresi e Maldini , a centrocampo mi ricordo Wilkins, in attacco Hateley, una squadra in prospettiva ma motivazioni poche, tasso tecnico e agonistico poco, società ancora meno.
Partita triste con finale tragicomico, nell’ombra di San Siro dove difficilmente si riuscivano a vedere i giocatori ,un piccolo giocatore di colore , ancora più difficile da vedere, scocca un tiro che cambierà la storia del Milan: Mutombo ,insacca, corre impazzito per il campo, tipo Juarì , Waregem passa ai quarti, mi sembra, ma non importa. Quello che importa furono i fischi, le proteste dei tifosi Milanisti che stanchi delle mezze promesse di Farina fecero una specie di sommossa che portò alle dimissioni di Farina stesso e da li a qualche mese al cambio della dirigenza societaria con tutti i successi che ne seguirono. Stanchi e delusi non ci scambiammo alcuna parola durante il viaggio di ritorno a Cattolica .
25/01/2009 è stato un giorno che non dimenticherò. Io il mio amico Paolo e suo figlio, Elia
siamo partiti per Bologna a vedere Bologna-Milan.
Lasciamo stare il risultato lasciamo stare la classe i passaggi da 40 metri sui piedi lasciamo stare i campioni che erano in campo, lasciamo stare la panchina con Ancellotti c’erano Ronaldinho , Schevcenko ( palloni d’oro) Inzaghi ed altri.
Ma non dimentichiamo mai questo nome Kakà, non il Kakà calciatore che è sicuramente un grande ma l’uomo Kakà : è riuscito a dare più questo ragazzo per il Calcio ( con la c maiuscola) e nel cuore di chi lo ama veramente , da quando è qui in Italia, più fuori dal campo che dentro; ha ridato una dimensione umana al calcio. Gioco, spensieratezza, gioia, amicizia, gruppo, amore e fede.
Si, quel suo gesto di guardare il cielo vale più di mille prediche.
Mi fa rivivere i momenti vissuti a giocare finché non faceva buio in parrocchia o al campetto della scuola, ad imitare le giocate di un altro grande milanista Gianni Rivera.
Un esempio per i giovani e per i bambini.
Bisogna avere fiducia nel futuro, anche nei momenti di crisi più nera ci può essere un Mutombo qualsiasi che ti cambia la storia..
Grazie Mutombo , grazie Kakà.
Plinio
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mercoledì 31 dicembre 2008
La Panchina
Adesso basta con saluti,auguri,ed improbabili previsioni,oroscopi,annunci,
statistiche; solo 2 grazie: 1) che quest’anno non mi sia stata proposta nessuna panchina; 2) a Roberta Milano, Mauro Lupi e Francesco Piersimoni che ho seguito in questi pochi mesi, e mi hanno aperto ad altri amici potendo così ampliare conoscenze su temi interessanti per la mia attività e la cultura in genere.
Non avendo allenato, ho avuto tempo di dedicarmi a letture ed interessi che da tempo avevo lasciato da parte e sono felicissimo di avere ritrovato.
La panchina è una metafora: dobbiamo alzarci dalla panchina, ed entrare in campo, lottare su tutte le palle, attaccare l’avversario nella sua metà campo,portare via i palloni e puntare a rete; quest’anno ci salveremo, ma nei prossimi anni vogliamo vincere il campionato.
La metafora della panchina portata nell’ambito del turismo può semplificare un indirizzo di lavoro.
Quando si prende una squadra in corsa, una delle prime cose da fare è quella di chiudersi tutti insieme nello spogliatoio parlare e fare parlare, ascoltare per cercare di capire le problematiche tecniche e psicologiche che possono essere alla base di un insuccesso; dopo aver appurato anche la situazione fisica e visualizzato gli obiettivi ,si comincia a lavorare sul campo : motivazione ed organizzazione di gioco, a volte avvengono anche i miracoli se tutti remano dalla stessa parte.
La salvezza non è un sogno.
Ma non si può giocare tutti gli anni per la salvezza, bisogna avere obiettivi più ambiziosi.
La salvezza nel Turismo è mantenere lo stesso numero di presenze, magari qualcuna di più o di meno,dell’anno precedente così l’incasso è garantito.
Con questa mentalità abbiamo portato sino adesso avanti con grande capacità il nostro turismo; un grazie per questo ai nostri genitori, che da pionieri del Turismo hanno fatto del Turismo Romagnolo un esempio Mondiale ( il profilo storico lo voglio allargare in un prossimo Post).
Però nel campionato del Turismo, possono entrare nuove squadre che dietro possono avere un Moratti o un Berlusconi, con tutta la loro forza economica, ma l’Atalanta il Cagliari,il Chievo, il Lecce anche loro partecipano al campionato e vogliono Vincere: una volta eravamo l’Inter della situazione ora siamo come l’Atalanta una buona squadra che deve puntare sui propri giovani.
I giovani hanno più fame, se ben motivati possono fare cose superiori anche alle loro possibilità.
Per finire, voglio correggere la mia affermazione fatta nel post “ La fiducia della gente va sempre più giù…..Reputation!, nel quale ho affermato che Cattolica e Misano non comparivano sul sito turistico dell’Emilia Romagna; in effetti come mi è stato fatto notare dal Presidente Iat , Massimo Gottifredi, le 2 cittadine sono assenti poiché sono assenti hotel di Cattolica e Misano che si propongono su esso.
Forse Cattolica e Misano lavorano già abbastanza.
Saluti Plinio
PS: La panchina può essere anche la metafora dell’inedia e della mancanza di ideali e passioni di molti giovani, che per passatempo danno fuoco ad un povero uomo,
Buon Anno a quel Signore che possa avere tutte le fortune che fino ad oggi non ha avuto.
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