lunedì 9 aprile 2012

Considerazioni sull'apertura della stagione a Cattolica

Cattolica : il golfo di sera

















Si chiudono le vacanze Pasquali all'insegna dell'incertezza meteorologica e innanzitutto di quella economica.
Si chiude oggi questa piccola parentesi prima dell'estate.
Consapevoli delle difficoltà che dovremo affrontare, le difficoltà che tutti gli italiani stanno vivendo.
La speranza è almeno di allentare la tensione sociale e psicologica.
Sembra invece che succeda il contrario.
E' ormai un tutti contro tutti, quando invece in un momento di crisi bisognerebbe essere uniti.
Il fatto sconsiderato e delittuoso successo questa mattina in centro, ha fatto partire delle considerazioni, che in fondo nascondono le paure, le incognite del nostro contesto sociale ed economico.
Mi sembra che la latitanza della politica ,che si è nascosta ad arte per offuscare ai nostri occhi le porcate che hanno fatto per decenni dal piccolo comune al Governo centrale, ha acceso i riflettori per mezzo di finti tecnici ,su tutti gli italiani. Dalla giustificata paura del pensionato, per passare dal padre di famiglia in bilico tra un lavoro che oggi c'è e domani chissà, per non parlare chi già l'ha perso.
Ed ecco i dati che ogni giorno ci vivisezionano in ogni angolo della nostra vita. La libertà  di vivere, con un po di meno, ma almeno serenamente è ormai un sogno. Ci hanno messi gli uni contro gli altri, ci sono riusciti. Se prima si poteva argomentare su ideali , su idee politiche ognuno libero di vivere tranquillamente e con ottimismo la propria vita, ora sei un numero che vali X non per te e per la società ma vali X per otturare quel vortice che la crisi, ma prima di tutto uomini e donne senza scrupoli hanno creato.
Ed ecco che un fatto malavitoso, di criminalità , diciamo scontata e neanche nuova per Cattolica ci acuisce in modo esponenziale le nostre paure già presenti.
I continui tam tam di ispezioni a tappeto, di regolamenti improrogabili, di aumenti sconsiderati di tariffe e prezzi, non ci devono togliere la voglia di fare impresa, lo dobbiamo alla nostra comunità, ai nostri figli e in primis ai nostri genitori, che veramente hanno lavorato senza respiro ma sempre con il sorriso sulla bocca.
Cerchiamo di tenere un sorriso per quei clienti che ancora vengono a Cattolica  perché è bella ; cerchiamo di renderla accogliente. Se il comune non ci arriva mettiamoci del nostro, come abbiamo fatto con il contributo per evitare la tassa di soggiorno. 
Lavoriamo tranquilli, arriviamo dove possiamo, troviamo delle soluzioni comuni per superare le difficoltà dei singoli. Ricordiamoci che noi non possiamo delocalizzare dobbiamo rimanere sul territorio.


Rispetto per tutti e per il lavoro di tutti.





2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi ha fatto piacere leggerti e il tuo sfogo mi rende orgoglioso di essere un tuo concittadino

Mariano Simoncelli ha detto...

@anonimo Ti ringrazio delle belle parole. Le mie sono dettate dall'amore per Cattolica per la consapevolezza che in ognuno di noi vi è un senso di umanità che dobbiamo ritirare fuori. L'egoismo che ci ha caratterizzato negli ultimi decenni, perchè sembrava che potevamo tutto va rivisto con un senso di collaborazione e nuovo vigore che ci permetterà di vivere dignitosamente nei prossimi anni quì a Cattolica, istituzioni permettendo.